BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 5 | SCHEDA 3
No. Il Dalai Lama è un’autorità spirituale, figura di spicco di un’importante scuola del buddhismo tibetano, nota come ordine Gelug, e i suoi seguaci ritengono che sia l’incarnazione del bodhisattva della compassione, Avalokiteśvara.
Ma il buddhismo è una famiglia di religioni con innumerevoli varianti dottrinali e non esiste un unico leader, così come non esiste un unico leader del cristianesimo considerato nel suo insieme. Per i monaci e gli studenti laici di altre tradizioni – il buddhismo thailandese o zen, per esempio – il Dalai Lama può essere una figura degna di rispetto, senza risultare necessariamente un leader nel contesto della loro pratica.
Tuttavia, il Dalai Lama è senza dubbio il buddhista più famoso del mondo, in gran parte grazie al suo status di leader della comunità tibetana in esilio. Negli anni Cinquanta, i cinesi invasero il Tibet e diedero inizio a una distruzione sistematica della religione e della cultura della regione, nella quale rientravano anche la distruzione delle città monastiche e delle università, l’uccisione e l’incarcerazione di monaci e monache e la punizione dei tibetani che praticavano il buddhismo.
Il Dalai Lama fuggì dal Tibet nel 1959 e istituì il Governo tibetano in esilio a Dharamsala, nel nord dell’India. Rinomato per la levatura spirituale, è anche un portavoce internazionale carismatico e intelligente della situazione del Tibet e dei tibetani e della loro religione, e nel 1989 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace.
Mentre altri maestri buddhisti hanno ottenuto una certa celebrità per i loro successi, spirituali e politici, nessuno ha ricevuto lo stesso livello di attenzione e supporto internazionale del Dalai Lama.
LIVELLO 1 | MODULO 5
La meditazione è parte rilevante degli insegnamenti del Buddha su come raggiungere il risveglio, ma non è una necessità.
La dottrina del non sé, o non io, non implica l’inesistenza dell’io, indica invece l’assenza di un io fisso e separato.
Il Dalai Lama è il buddhista più famoso del mondo, ma non è il leader del buddhismo.
La risposta breve è no, ma dipende da cosa significa «essere religiosi» per voi.
Molte persone iniziano a meditare con la convinzione di dover mettere a tacere la mente, ma non è in questi termini che il Buddha descriveva l’obiettivo di questa pratica.
Se è vero che il primo precetto dice di astenersi dal togliere la vita, non significa che per essere buddhisti si debba essere vegetariani.
Parte della confusione che aleggia intorno a questa domanda è dovuta a un’errata interpretazione dell’insegnamento chiave dell’originazione interdipendente.
La meditazione è un ottimo modo per farlo, ma è una pratica il cui scopo è di più ampia portata.
Mi dispiace, ma le emozioni fanno parte dell’essere umano! L’importante è che non facciano soffrire troppo.
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