BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 5 | SCHEDA 1
Quasi sempre il buddhismo viene associato alla meditazione, e a ragion veduta. Secondo le storie della vita del Buddha e le testimonianze del suo insegnamento a noi pervenute, Siddharta stesso raggiunse il risveglio grazie alla meditazione. In altre parole, la saggezza e il sapere che seppe sviluppare in virtù di una mente tranquilla, chiara e concentrata – che affinò con la meditazione – furono quanto, alla fine, gli permise renderla pienamente libera. Inoltre, molti degli insegnamenti che il Buddha diffuse durante il resto della sua vita ruotavano intorno al ruolo fondamentale della meditazione nello sviluppo degli altri elementi che conducono al risveglio.
Oggi le tradizioni buddhiste presenti in Occidente danno importanza alla meditazione come pratica di base che viene abitualmente insegnata ai principianti. Tuttavia, fino al XX secolo, quando la pratica della meditazione è diventata popolare per i non addetti ai lavori, la maggior parte dei buddhisti non meditava, perché la meditazione veniva insegnata solo ai monaci, e non a tutti. Secondo lo studioso Erik Braun, i pochi buddhisti che, nel corso della storia, hanno ritenuto che la meditazione fosse essenziale «non hanno dubitato che si potesse vivere una vita buddhista degna e autentica senza meditare».
Esistono anche pratiche diverse dalla meditazione per avvicinarsi al risveglio, per esempio cantare, camminare, visualizzare il Buddha e creare opere d’arte rituali.
Alcune delle scuole contemporanee più popolari non praticano affatto la meditazione da seduti. Per esempio il buddhismo di Nichiren – sviluppatosi per la prima volta in Giappone nel XIII secolo e basato su un testo noto come Sutra del Loto – viene generalmente praticato cantando ripetutamente il titolo del testo in giapponese, Namu myōhō renge kyō.
Una più precisa comprensione del buddhismo consiste nel considerarlo incentrato sulla propria disposizione piuttosto che sulle tecniche meditative; nel corso della storia, terreno comune a tutti i buddhisti è stato la fede nei Tre tesori, non la meditazione. Come mai la meditazione è diventata sinonimo di buddhismo? Scoprite la storia del movimento globale Vipassana.
LIVELLO 1 | MODULO 5
La meditazione è parte rilevante degli insegnamenti del Buddha su come raggiungere il risveglio, ma non è una necessità.
La dottrina del non sé, o non io, non implica l’inesistenza dell’io, indica invece l’assenza di un io fisso e separato.
Il Dalai Lama è il buddhista più famoso del mondo, ma non è il leader del buddhismo.
La risposta breve è no, ma dipende da cosa significa «essere religiosi» per voi.
Molte persone iniziano a meditare con la convinzione di dover mettere a tacere la mente, ma non è in questi termini che il Buddha descriveva l’obiettivo di questa pratica.
Se è vero che il primo precetto dice di astenersi dal togliere la vita, non significa che per essere buddhisti si debba essere vegetariani.
Parte della confusione che aleggia intorno a questa domanda è dovuta a un’errata interpretazione dell’insegnamento chiave dell’originazione interdipendente.
La meditazione è un ottimo modo per farlo, ma è una pratica il cui scopo è di più ampia portata.
Mi dispiace, ma le emozioni fanno parte dell’essere umano! L’importante è che non facciano soffrire troppo.
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