BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 3 | SCHEDA 7
Il Buddha incoraggiava i suoi discepoli a sperimentare in prima persona i suoi insegnamenti – a non affidarsi esclusivamente a ciò che diceva loro o a riporre una fede cieca in un maestro o in un principio. Una nota citazione del Buddha, tratta dal Tattva-saṃgraha di Śāntarakṣita, recita: «O monaci, proprio come un orafo testa l’oro strofinandolo, bruciandolo e tagliandolo prima di comprarlo, così anche voi dovreste esaminare le mie parole prima di accettarle, e non solo per rispetto nei miei confronti». Il buddhismo, in generale, non incoraggia la fede in alcuna particolare credenza.
Ciò non significa che la fede non sia una caratteristica importante del buddhismo. Anzi, è proprio attraverso una personale esperienza della verità di quanto il Buddha ha insegnato che i praticanti sviluppano la fede, ossia la fiducia, nel suo percorso di pratica e nel proprio potenziale per l’illuminazione. Il Buddha inoltre incoraggiava i praticanti a riporre la loro fede negli arhat, ovvero i suoi discepoli più realizzati.
Come la maggior parte degli elementi della pratica buddhista, il ruolo della fede è stato interpretato e valorizzato in modo diverso nel tempo e nello spazio. Ma quasi tutte le scuole buddhiste praticano un’espressione di fede nota come «prendere rifugio» nel Buddha, nel suo insegnamento (il dharma) e nella comunità di discepoli o monaci (il saṅgha). Molti buddhisti recitano ogni giorno la promessa grazie alla quale si sono uniti per la prima volta al sentiero del Buddha, esprimendo così il loro costante impegno a seguirne i passi e la loro aspirazione a essere guidati dall’esempio e dalla saggezza insiti nel Buddha, nel dharma e nel saṅgha.
Nel buddhismo mahāyāna, la fede è stata interpretata in maniera più ampia. Nel buddhismo tibetano, per esempio, oltre alla fede nei Tre gioielli, i praticanti possono fare riferimento alla fiducia riposta nei bodhisattva e nelle divinità che li sostengono nel loro cammino. Nella tradizione dell’Asia orientale nota come Buddhismo della Terra pura, i devoti esprimono fede nell’Amitābha Buddha, il Buddha della Luce infinita e in altri cosiddetti buddha celesti. Nel buddhismo zen e chán, la fede, o fiducia, nella propria capacità di diventare illuminati è considerata uno dei «tre elementi essenziali» della pratica, insieme al dubbio – ossia all’esame persistente e profondo – e alla risoluzione, o determinazione.
Nell’Occidente moderno è diffusa la convinzione errata secondo cui la fede non rientra fra le preoccupazioni principali del Buddismo. Ma nel corso della sua storia, la fede ha svolto un ruolo essenziale nel dare vita al dharma.
LIVELLO 1 | MODULO 3
La libertà della mente è possibile e la meditazione può aiutarci a raggiungerla.
Ecco le cose fondamentali da sapere per iniziare dedicarvi a questa pratica.
Non è necessario per iniziare, ma potreste aver bisogno di una guida più approfondita man mano che fate progressi.
Non è solo un’espressione à la page, ma uno specifico stato di consapevolezza descritto dal Buddha nei suoi primi discorsi.
Che cosa significa prendere rifugio come atto formale per diventare buddhista.
Il Buddha ammonì i suoi discepoli dicendo loro di non considerarlo un dio o una divinità.
Il buddhismo è un percorso di esperienza diretta e di rivelazione, ma la fede gioca un ruolo importante.
La vita monastica è un percorso tradizionale verso l’illuminazione.
La risposta breve è: no, non è necessario.
Un periodo di studio e meditazione è un’esperienza importante per approfondire la propria pratica spirituale.
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