IL BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 3 | SCHEDA 10
Un ritiro buddhista è un periodo di riflessione in cui i praticanti si dedicano appieno allo studio e alla pratica in un tempio, in un centro dharma, in un centro di ritiro o in un eremo o in una grotta. Nel corso di questo periodo, le persone che partecipano al ritiro possono concentrarsi sulla loro pratica, libere dalle distrazioni e dalle responsabilità della vita quotidiana. I ritiri assumono molte forme: la loro durata può variare da un solo giorno a diversi anni, e lo stesso vale per la portata dell’iniziativa, che può passare dalla dimensione individuale all’estensione a un grande gruppo. Tutti, però, hanno lo stesso scopo: approfondire la pratica spirituale dei partecipanti.
Partecipare ai ritiri è parte integrante del buddhismo da quando il Buddha istituì un annuale «ritiro dalle piogge» di tre mesi, durante l’estate, per limitare i danni che i suoi discepoli erranti arrecavano ai raccolti dei contadini durante i monsoni. Il Buddha tenne molti dei suoi discorsi proprio durante questi ritiri. Oggi, sia i monaci sia i laici vanno in ritiro in tutte le stagioni.
I ritiri di meditazione tendono a essere intensivi, soprattutto in Occidente. I programmi sono generalmente molto strutturati, con lunghi periodi trascorsi, quotidianamente, nella sala di meditazione. Alcuni ritiri richiedono ai partecipanti di mantenere il silenzio, poiché praticare insieme in silenzio è d’aiuto alla meditazione e crea un notevole livello di intimità. Il programma del ritiro è un formato sicuro grazie a cui affrontare un’esperienza trasformativa sia per gli individui sia per il gruppo. I ritiri intensivi sono impegnativi per il corpo e la mente, quindi spesso si raccomanda ai nuovi studenti di fare esperienza con ritiri più brevi, di circa un fine settimana, prima di dedicarsi a esperienze più lunghe.
Oltre ai periodi dedicati alla pratica della meditazione, la maggior parte dei ritiri meditativi offre conferenze quotidiane tenute dal responsabile del ritiro o da un maestro più anziano, oltre a una guida individuale. In alcuni ritiri ai partecipanti vengono assegnati dei compiti, come cucinare, pulire, fare giardinaggio, che sono considerati parte integrante della pratica.
Esiste anche una tradizione di ritiri solitari per aumentare la concentrazione e perfezionare la propria pratica. Chi si ritira in solitaria è responsabile del programma e generalmente non ha contatti diretti con altre persone, cosa che può risultare molto impegnativa, ed è per questo che spesso si consiglia di limitare l’esperienza a un paio di giorni.
Non tutti i ritiri buddhisti sono incentrati sulla meditazione. Le scuole più devozionali, come la Terra pura e la Nichiren, organizzano ritiri nei quali ci si dedica in particolare alla pratica liturgica, allo studio dei sutra e al canto. Molti centri di tutte le scuole buddhiste organizzano ritiri «per principianti» meno intensivi, nel corso dei quali vengono fornite istruzioni di base – un ottimo modo per intraprendere il cammino buddhista.
Vi interessa partecipare a un ritiro? Potete cercare i prossimi programmi su RetreatBase, un «Airbnb per la pratica contemplativa». Anche se il ritiro potrebbe non essere proprio come ve lo immaginate, scrive il praticante Brent R. Oliver. La praticante e autrice Joan Duncan Oliver racconta invece come ha imparato ad accogliere il silenzio in ritiro.
LIVELLO 1 | MODULO 3
La libertà della mente è possibile e la meditazione può aiutarci a raggiungerla.
Ecco le cose fondamentali da sapere per iniziare dedicarvi a questa pratica.
Non è necessario per iniziare, ma potreste aver bisogno di una guida più approfondita man mano che fate progressi.
Non è solo un’espressione à la page, ma uno specifico stato di consapevolezza descritto dal Buddha nei suoi primi discorsi.
Che cosa significa prendere rifugio come atto formale per diventare buddhista.
Il Buddha ammonì i suoi discepoli dicendo loro di non considerarlo un dio o una divinità.
Il buddhismo è un percorso di esperienza diretta e di rivelazione, ma la fede gioca un ruolo importante.
La vita monastica è un percorso tradizionale verso l’illuminazione.
La risposta breve è: no, non è necessario.
Un periodo di studio e meditazione è un’esperienza importante per approfondire la propria pratica spirituale.
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