BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 3 | SCHEDA 1
Se avete iniziato a praticare la meditazione e vi sentite frustrati perché non riuscite a smettere di pensare mentre meditate, state tranquilli. La meditazione buddhista non serve a fermare i pensieri o le emozioni.
Gli esseri umani non possono volontariamente smettere di pensare, così come non possono smettere di digerire. Ma questo non deve essere un problema. Pensare è banalmente quello che la mente fa; l’unico problema è quando veniamo assorbiti dai nostri pensieri e vi reagiamo automaticamente, senza riflettere. Accettarlo è, ovviamente, più facile a dirsi che a farsi. Di solito una delle prime cose che notiamo quando iniziamo a meditare è quanto la nostra testa sia indaffarata. Scopriamo l’inquietudine, la volubilità della nostra mente – quella che nella tradizione buddhista viene chiamata, in cinese, xīnyuán: mente o cuore di scimmia – e quanto sia difficile mantenere la concentrazione anche per pochi secondi, mentre i pensieri oscillano incontrollati nella nostra testa come scimmie selvagge. Anche se non possiamo fermare i pensieri, possiamo però rafforzare la nostra concentrazione e stabilizzare la mente in modo da non assecondare qualsiasi pensiero si presenti
In tutte le scuole contemplative del buddhismo, ai principianti viene consigliato di osservare il formarsi e lo scomparire dei nostri pensieri. Nelle prime scritture, il Buddha consigliava ai suoi discepoli di vigilare in particolare sui pensieri che davano origine ai Tre veleni dell’avidità, dell’odio e dell’illusione – di riconoscerne l’inettitudine e di non soffermarcisi. Col tempo, questi pensieri perdono la loro presa e svaniscono. Al contrario, il Buddha consigliava ai discepoli di coltivare pensieri proficui, creatori di generosità, compassione, saggezza e così via.
I maestri del buddhismo zen e tibetano paragonano la mente a uno specchio. Proprio come i riflessi non lasciano traccia sullo specchio, i nostri pensieri e le nostre emozioni sono riflessi che non lasciano tracce permanenti sulla mente. Un’altra metafora rapporta la mente alla vastità del cielo e i pensieri e le emozioni alle nuvole che passano. L’importante è lasciare che i pensieri e le emozioni appaiano e svaniscano senza identificarli come «propri». Col tempo, esperiamo i pensieri come sensazioni passeggere, proprio come potremmo sentire il calore del sole o una brezza.
È possibile riflettere senza pensare? Ajahn Brahm spiega che trattare la mente come un amico piuttosto che come un avversario può aiutare a placare i pensieri. Tuttavia, probabilmente i pensieri non si fermeranno mai del tutto, come sostiene l’autore e insegnante Bhante Henepola Gunaratana.
LIVELLO 1 | MODULO 3
La libertà della mente è possibile e la meditazione può aiutarci a raggiungerla.
Ecco le cose fondamentali da sapere per iniziare dedicarvi a questa pratica.
Non è necessario per iniziare, ma potreste aver bisogno di una guida più approfondita man mano che fate progressi.
Non è solo un’espressione à la page, ma uno specifico stato di consapevolezza descritto dal Buddha nei suoi primi discorsi.
Che cosa significa prendere rifugio come atto formale per diventare buddhista.
Il Buddha ammonì i suoi discepoli dicendo loro di non considerarlo un dio o una divinità.
Il buddhismo è un percorso di esperienza diretta e di rivelazione, ma la fede gioca un ruolo importante.
La vita monastica è un percorso tradizionale verso l’illuminazione.
La risposta breve è: no, non è necessario.
Un periodo di studio e meditazione è un’esperienza importante per approfondire la propria pratica spirituale.
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