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Che cosa sono i Tre veleni?

Shwedagon Pagoda, Yangon, Myanmar (Burma) | Fonte Unsplash.

Nei suoi primi insegnamenti, il Buddha identificò «tre veleni», o tre fuochi, o tre caratteristiche negative della mente che causano la maggior parte dei nostri problemi e la maggior parte dei problemi del mondo. I tre veleni sono: avidità (rāga, tradotto anche come lussuria), odio (dveṣa, o rabbia) e illusione (moha, o ignoranza). Ai tre veleni si oppongono tre atteggiamenti salutari, o positivi, essenziali per la liberazione: generosità (dāna), amorevolezza (maitrī, in pāli: mettā) e saggezza (prajñā). L’obiettivo della pratica buddhista consiste nel coltivare queste virtù e nel ridurre o distruggere i veleni; i praticanti identificano i pensieri che danno origine ai tre veleni e non vi si soffermano, mentre alimentano i pensieri che danno origine ai tre atteggiamenti positivi.

Non c’è bisogno di guardare lontano per vedere i tre veleni all’opera. Li vediamo ogni giorno, sui giornali e nelle strade, e, se prestiamo attenzione, possiamo trovarli nella nostra mente e nelle nostre azioni. L’insorgere di questi sentimenti può essere al di là del nostro controllo: non scegliamo di essere arrabbiati, per esempio. Ma riconoscere come l’avidità, l’odio e l’illusione causino danni enormi nel mondo può esserci d’aiuto nell’imparare a gestirli. Allo stesso modo, proprio come l’ingestione di un veleno provoca poi la malattia, nutrire questi atteggiamenti nocivi porta a comportamenti negativi di cui ci pentiremo.

Benché vengano comunemente definiti veleni, il Buddha presentò per la prima volta questi atteggiamenti mentali come «fuochi»: «Monaci, tutto brucia […] Come brucia? Con il fuoco dell’attaccamento, il fuoco dell’avversione, il fuoco dell’illusione».

Il fuoco è una metafora centrale nel buddhismo, che tipicamente rimanda a una caratteristica negativa della mente o della coscienza. Spegnere questi fuochi è l’obiettivo della pratica buddhista. La parola nirvāṇa indica originariamente l’estinzione del fuoco. Una volta chiesero a Śāriputra, uno dei principali discepoli del Buddha: «Che cos’è il nirvāṇa?», e questi rispose: «La distruzione dell’avidità, la distruzione dell’ira, la distruzione dell’illusione: questo è il nirvāṇa».

I tre veleni sono raffigurati al centro della Ruota della Vita (bhavacakra), una rappresentazione visiva dei dolori del saṃsāra. L’avidità è rappresentata da un gallo, l’odio da un serpente e l’illusione da un maiale. È importante notare che si nutrono letteralmente l’uno dell’altro: ogni animale consuma la coda dell’altro in un circolo vizioso di illusione. La centralità dei tre veleni dimostra il ruolo che svolgono nell’alimentare il ciclo di nascita, morte e rinascita – un ciclo la cui fine è costituita da nirvāṇa.

 

Questo articolo illustra l’interconnessione dei tre veleni e ci invita a riconoscerne la presenza nella nostra vita, poiché solo così possono indicarci la via d’uscita dalla sofferenza.

 

 

 

Giardino Botanico - Fondazione Heller, Gardone Riviera, Italy

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