BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 2 | SCHEDA 12
L’Avalokiteśvara dharma (sanscrito) o dhamma (pali) è un concetto fondamentale nelle antiche tradizioni spirituali indiane. Talvolta il termine «buddhadharma» viene usato per indicare il buddhismo in generale o, più specificamente, gli insegnamenti del Buddha. Tuttavia, il dharma ha una vasta gamma di significati aggiuntivi in ambito buddhista, a seconda del contesto.
In generale, il dharma può riferirsi alla «realtà eterna» – la legge cosmica, naturale – o mondana. Usato al plurale, il termine si riferisce ai fenomeni: gli eventi impermanenti della vita samsarica e le nostre abituali modalità di pensiero. Il dharma può essere qualcosa di specifico: una scrittura, un testo sacro, un insegnamento, una dottrina. Ma il dharma è soprattutto esperienziale. Ai tempi del Buddha non esistevano testi scritti; gli insegnamenti erano orali, e venivano percepiti in maniera diretta da coloro che li ascoltavano e li praticavano.
Ora come allora, il buddhadharma è verità vivente. Lo studioso Rupert Gethin definisce il dharma come segue: «La base delle cose, la natura che vi sottostà, la loro modalità d’essere; in breve è la verità sulle cose, la verità sul mondo». Il dharma si riferisce anche alla comprensione della vera natura delle cose.
Inoltre, il dharma non è solo descrittivo, ma anche prescrittivo: indica come dovremmo agire, la condotta etica, stabilita nell’Ottuplice sentiero, che porta a una vita alla luce del risveglio.
In sintesi, «nella terminologia buddhista non c’è termine più ampio di dharma», afferma il monaco e studioso theravāda Walpola Rahula nel suo classico What the Buddha Taught. «Non c’è nulla dentro o fuori l’universo, buono o cattivo, condizionato o non condizionato, relativo o assoluto, che non sia incluso in questo termine».
Il maestro giapponese di Zen, Soto Kodo Sawaki Roshi, l’ha definito come un principio da seguire: «Che cos’è il buddhadharma? Si tratta di far sì che ogni aspetto della vostra vita quotidiana sia guidato dal Buddha».
Due noti studiosi, Robert E. Buswell, Jr. e Donald S. Lopez, Jr., analizzano i molti significati del dharma; Andrew Olendzki, autore della rubrica di Tricycle «What’s in a word?», descrive le diverse visioni del dharma nelle tradizioni antiche e moderne.
LIVELLO 1 | MODULO 2
Scoprite gli insegnamenti fondamentali del Buddha sulla natura della sofferenza e sul sentiero che porta alla sua cessazione.
Otto vie che conducono alla libertà e al risveglio.
Trovare il sentiero fra gli estremi dell’ascetismo e dell’edonismo.
Comprendere le tre condizioni fondamentali di tutti i fenomeni è essenziale affinché abbia luogo l’illuminazione.
Il termine duḥkha è spesso frainteso. Ecco cosa intendeva veramente il Buddha quando parlava di sofferenza.
Queste tre qualità negative della mente causano la maggior parte dei problemi nella nostra vita e nel mondo.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Cosa significa trovare rifugio nel Buddha, nel dharma e nel saṅgha.
Nirvāṇa è la parola sanscrita che indica la meta del cammino buddhista: la fine della sofferenza e della rinascita.
Vivere in modo etico è fondamentale per perfezionare la mente e liberarsi dalla sofferenza.
Il Buddha parlava di cicli di nascita, morte e rinascita.
Il dharma è ciò che il Buddha ha insegnato, ma la parola ha molti significati.
Tutti noi abbiamo la capacità di risvegliarci.
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