BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 2 | SCHEDA 10
Vivere in modo etico è una delle basi del buddhismo. L’etica buddhista è parte integrante del percorso di perfezionamento della nostra mente e di liberazione dalla sofferenza.
Il Buddha ci insegna a verificare costantemente se quanto pensiamo, facciamo e diciamo sia dannoso per noi stessi e per gli altri. Se evitiamo qualsiasi azione che risulti nociva, possiamo progredire a grandi passi verso il risveglio, se invece non smettiamo di compiere simili azioni, continueremo a soffrire e a far soffrire anche gli altri.
Ecco perché l’Ottuplice sentiero – il percorso di pratica del Buddha – include una miriade di linee guida e strategie per comportarsi in modo etico. Una serie di indicazioni fondamentali, seguita da molti nuovi praticanti, è nota col nome di «cinque precetti». Quando recitiamo i precetti, ci impegniamo ad astenerci da:
Secondo il buddhismo, l’agire virtuoso ha un effetto diretto sulla liberazione della mente – ed è per questo che alla condotta etica viene attribuita una simile importanza. Se vi sedete a meditare e cominciate a rimuginare su una bugia che avete detto, su una relazione che state avendo o sul denaro che avete rubato, non andrete lontano. È così che funziona il karma: le vostre azioni hanno conseguenze, sia per coloro che vi circondano sia per il vostro stato d’animo. E se la vostra mente è costantemente turbata, se non tormentata, dall’idea di aver fatto del male, non sarete in grado di assestarvi o di procedere lungo il vostro percorso spirituale.
Vivere in modo etico ha l’effetto opposto: la mente diventa più libera e leggera, è più facile concentrarsi e vedere con chiarezza. E, come insegnava il Buddha, anche se non raggiungiamo l’illuminazione in questa vita, coltivare la virtù non può che fare del bene.
Seth Segall porta l’etica buddhista nel mondo moderno e Nancy Baker ci guida attraverso i dieci precetti del buddhismo zen.
LIVELLO 1 | MODULO 2
Scoprite gli insegnamenti fondamentali del Buddha sulla natura della sofferenza e sul sentiero che porta alla sua cessazione.
Otto vie che conducono alla libertà e al risveglio.
Trovare il sentiero fra gli estremi dell’ascetismo e dell’edonismo.
Comprendere le tre condizioni fondamentali di tutti i fenomeni è essenziale affinché abbia luogo l’illuminazione.
Il termine duḥkha è spesso frainteso. Ecco cosa intendeva veramente il Buddha quando parlava di sofferenza.
Queste tre qualità negative della mente causano la maggior parte dei problemi nella nostra vita e nel mondo.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Cosa significa trovare rifugio nel Buddha, nel dharma e nel saṅgha.
Nirvāṇa è la parola sanscrita che indica la meta del cammino buddhista: la fine della sofferenza e della rinascita.
Vivere in modo etico è fondamentale per perfezionare la mente e liberarsi dalla sofferenza.
Il Buddha parlava di cicli di nascita, morte e rinascita.
Il dharma è ciò che il Buddha ha insegnato, ma la parola ha molti significati.
Tutti noi abbiamo la capacità di risvegliarci.
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