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Che cosa sono le Quattro nobili verità?

Foto di Chinmay B / Unsplash.

Alla base degli insegnamenti del Buddha, portati avanti per 45 anni nella pianura del Gange, ci sono le Quattro nobili verità:

1. La verità della sofferenza.

2. La verità dell’origine della sofferenza.

3. La verità della fine della sofferenza.

4. La verità della via d’uscita attraverso l’ottuplice sentiero.

 

Si dice che il Buddha avesse preso coscienza di queste verità fondamentali la notte del suo grande risveglio. Temendo che fossero troppo lontane dall’esperienza comune per essere comprese, decise di tenerle per sé. Secondo la leggenda, fu l’intervento del dio Brahmā Sahampati a convincerlo a condividere quanto aveva appreso. Così il Buddha ritrovò i suoi compagni di meditazione, i cinque asceti che vivevano nel Parco dei cervi vicino a Benares, e insegnò loro le Quattro nobili verità in quello che viene considerato il suo primo sermone. Si dice che gli asceti raggiunsero un’immediata illuminazione.

La prima nobile verità – la verità della sofferenza (duḥkha in pāli e sanscrito) – non ha nulla di pessimistico, come si potrebbe pensare, ma è del tutto realistica, come spiega il monaco e studioso del buddhismo theravāda Walpola Rahula. Il Buddha non intendeva dire che la vita ordinaria non è altro che miseria, visto che comprende anche sukkha, o felicità. È solo che anche i momenti felici passano: buono, cattivo o indifferente, nulla dura. L’impermanenza (anicca), come duḥkha, è uno dei tre fatti ineluttabili dell’esistenza. Tutti, senza eccezione, siamo soggetti all’invecchiamento, alla malattia e alla morte. 

Anche il sé non è stabile o duraturo: anatta (inconsistenza dell’io) è il terzo marchio dell’esistenza. Cercare di ottenere ciò che si vuole e di tenersi stretti ciò che si ha, evitando o rifiutando ciò che non si vuole, porta inevitabilmente alla delusione. Ignorare tale realtà è la causa principale della sofferenza, come insegna la seconda nobile verità.

La terza nobile verità – esiste una fine della sofferenza – è la grazia che ci salva. Il dolore e l’insoddisfazione non sono tutto. La quarta nobile verità – l’Ottuplice sentiero – indica le azioni pratiche che possiamo intraprendere per il nostro risveglio e la liberazione dalla sofferenza della vita samsarica. L’ottuplice sentiero ci insegna a vivere in modo etico, a perfezionare la mente e a coltivare la saggezza.

Perché queste verità sono dette «nobili»? Ci sono varie spiegazioni. Alcuni studiosi ritengono che le quattro nobili verità siano gli insegnamenti che hanno elevato o «nobilitato» Siddharta Gautama liberandolo dall’esistenza samsarica. E, allo stesso modo, possono liberare noi.

 

Andrew Olendzki, studioso del buddhismo delle origini, spiega gli insegnamenti del Buddha. Thanissaro Bhikkhu, monaco della foresta thailandese, spiega che cosa c’è di «nobile» nelle quattro nobili verità. Tre maestri buddhisti contemporanei – Stephen Batchelor, Christina Feldman e Akicano M. Weber – mettono in discussione la traduzione tradizionale delle «quattro nobili verità».

 

Giardino Botanico - Fondazione Heller, Gardone Riviera, Italy

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