BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 1 | SCHEDA 7
La risposta è certo che sì, e nelle scritture buddhiste, i racconti di queste vite passate trasmettono insegnamenti fondamentali.
Secondo i precetti buddhisti, tutti gli esseri vivono continuamente una vita dopo l’altra, in un ciclo, prima di essere pronti a raggiungere l’illuminazione. E il Buddha non era da meno, benché le storie delle sue vite passate, note come racconti Jātaka, tratteggino la figura di un essere straordinario.
Nei 547 racconti sulle sue vite passate raccolti nel Canone pāli – che comprende alcune delle più antiche scritture buddhiste a noi note – vediamo il Buddha giungere alla nascita sotto forma di vari tipi di esseri umani (dagli assassini ai saggi a una principessa); una miriade di animali (elefanti, cervi, scimmie, uccelli… chi più ne ha più ne metta) e numerose divinità ed esseri metafisici (un folletto degli alberi e il signore degli dèi, per cominciare). I racconti traboccano di criminali astuti, seduttori malvagi e re magnanimi.
Ogni storia è un insegnamento sull’altruismo, la compassione, la determinazione, la saggezza e altre virtù che il futuro Buddha ha perfezionato nel corso del suo cammino per l’illuminazione. In molti dei racconti in cui nasce come animale, offre il proprio corpo per nutrire un umano in difficoltà o per salvare la vita di un altro animale. In uno dei più famosi, dona il proprio corpo a una tigre affamata che sta per mangiare i suoi cuccioli. In un altro, è un coniglio che getta il proprio corpo sul fuoco per sfamare un mendicante affamato nella foresta. Il mendicante si rivelerà essere il dio Śakra, che in seguito imprimerà sulla luna l’immagine di un coniglio per commemorarne la generosità.
Nel corso dei secoli, i racconti Jātaka si sono mescolati con le storie popolari delle varie culture in cui il buddhismo si è diffuso, dando vita ad altri racconti sulle vite passate del Buddha. Alcuni racconti si sovrappongono persino a storie note del Pañchatantra indù o alle favole di Esopo. I racconti Jātaka sono stati illustrati sotto forma di dipinti e sculture provenienti da tutto il mondo buddhista.
Scoprite le precedenti incarnazioni del Buddha nei racconti Jātaka sotto forma di animali e altre creature, come il pappagallo e la scimmia.
LIVELLO 1 | MODULO 1
Gli ci vollero 49 notti di meditazione sotto l’albero della Bodhi.
Non esistono raffigurazioni della figura storica del Buddha realizzate durante la sua vita, ma ecco quanto possiamo ricostruire.
Il Buddha stesso disse di non essere un dio da venerare – si tratta, piuttosto, dell’esempio di essere umano che si è risvegliato.
Gli esseri illuminati sono sfuggiti al ciclo dell’esistenza noto come saṃsāra e hanno raggiunto la fine di ogni sofferenza. Il Buddha disse che è un percorso alla portata di tutti.
Scopri chi erano i cinque ricercatori spirituali che per primi si unirono al Buddha e abbandonarono l’ascetismo.
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Il Buddha visse in un’epoca nota come Periodo assiale, un periodo di espansione territoriale degli imperi e di fioritura spirituale e filosofica.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Ci si riferisce alla morte del Buddha con il termine parinirvāṇa, per indicare il fatto che non rinascerà più.
Oltre alla figura storica del Buddha ci sono molti buddha («risvegliati»).
Il buddhismo si è diffuso in varie culture, ciascuna con le proprie tradizioni artistiche.
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