BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 2 | SCHEDA 6
Si ritiene che il Buddha sia nato nel V secolo a.C. nell’attuale Lumbini, in Nepal, e sia cresciuto nelle vicinanze, nella città di Kapilavastu. Il sito preciso di questa antica città è sconosciuto, ma si trovava a sud delle montagne dell’Himalaya, non lontano da quello che oggi è il confine con l’India.
Secondo la tradizione, il Buddha visse la maggior parte della sua vita adulta negli antichi regni dell’India nord-orientale, negli odierni Stati di Bihar e Uttar Pradesh. La regione, he nel primo millennio a.C. era terra di foreste lussureggianti, è attraversata dal fiume Gange e dai suoi numerosi affluenti.
Per secoli le popolazioni della pianura gangetica sono state nomadi, ma all’epoca del Buddha la cultura nomade aveva lasciato il posto agli insediamenti permanenti, all’agricoltura e al commercio. La società era organizzata in clan familiari e il precursore dell’odierno sistema delle caste era già in vigore. Il futuro Buddha nacque in un clan chiamato Shakya o Śākya in sanscrito, «coloro che sono capaci». Uno dei nomi con cui sarebbe stato conosciuto in seguito era Śākyamuni, «Saggio degli Śākya».
Studiosi buddhisti come Trevor Ling sottolineano che il futuro Buddha nacque in un’area in cui il sistema delle caste era conosciuto, ma non necessariamente predominante. Questo gli diede la possibilità di capire che il sistema di caste dei bramini – la casta sacerdotale più alta – non era l’unico modo possibile di organizzare la società.
Le narrazioni tradizionali descrivono il futuro Buddha come figlio di un re. Secondo gli studiosi, i clan erano in realtà guidati da capi scelti per consenso piuttosto che per nascita, ma a metà del I millennio a.C. nella pianura gangetica iniziavano a formarsi dei regni, a volte in modo violento. Nel giro di poche generazioni, i clan si sciolsero e furono assorbiti nei regni.
La pianura gangetica a metà del I millennio era anche un luogo di sconvolgimenti spirituali. Per molti secoli la religione si basava su antichi versi e inni sanscriti chiamati Veda, la cui raccolta più antica, il Ṛgveda, risale all’incirca al XV-IX secolo a.C. Quando nacque il Buddha, si stavano affermando nuovi testi chiamati Upaniṣad. Erano pieni di idee che sfidavano i vecchi modi di pensare. I «santi» mendicanti, chiamati śramaṇa – rinuncianti – vagavano per la pianura cercando di porre fine alla rinascita e alle sofferenze che ne derivano. Fu a loro che si unì il Buddha quando lasciò casa in cerca della fine della sofferenza.
Questo tempo e luogo di cambiamenti e sconvolgimenti si rivelò un periodo fertile per la religione e la filosofia, tanto che emersero molte nuove sette oltre al buddhismo, fra cui il giainismo. Anche per queste ragioni, fu un momento fortunato per la nascita di un grande maestro.
La vita del Buddha andrebbe intesa come paradigma di pratica, non come fatto storico, scrive lo studioso Bernard Faure. Gli insegnamenti buddhisti erano diversi da quelli di altri sistemi di fede nell’India antica. Scoprite i luoghi di pellegrinaggio in India e Nepal dove si dice che il Buddha sia vissuto, abbia raggiunto l’illuminazione, abbia insegnato e sia morto.
LIVELLO 1 | MODULO 1
Gli ci vollero 49 notti di meditazione sotto l’albero della Bodhi.
Non esistono raffigurazioni della figura storica del Buddha realizzate durante la sua vita, ma ecco quanto possiamo ricostruire.
Il Buddha stesso disse di non essere un dio da venerare – si tratta, piuttosto, dell’esempio di essere umano che si è risvegliato.
Gli esseri illuminati sono sfuggiti al ciclo dell’esistenza noto come saṃsāra e hanno raggiunto la fine di ogni sofferenza. Il Buddha disse che è un percorso alla portata di tutti.
Scopri chi erano i cinque ricercatori spirituali che per primi si unirono al Buddha e abbandonarono l’ascetismo.
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Il Buddha visse in un’epoca nota come Periodo assiale, un periodo di espansione territoriale degli imperi e di fioritura spirituale e filosofica.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Ci si riferisce alla morte del Buddha con il termine parinirvāṇa, per indicare il fatto che non rinascerà più.
Oltre alla figura storica del Buddha ci sono molti buddha («risvegliati»).
Il buddhismo si è diffuso in varie culture, ciascuna con le proprie tradizioni artistiche.
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