BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 1 | SCHEDA 5
Secondo la tradizione buddhista, i primi a ricevere gli insegnamenti del Buddha furono cinque ricercatori spirituali che erano stati suoi compagni e che con lui avevano praticato quella forma di abnegazione estrema che lui stesso in seguito abbandonò. Quando incontrarono per la prima volta il Buddha dopo la sua illuminazione, nel Parco dei cervi di Benares, in India, strinsero un patto e decisero di non mostrargli alcuna deferenza: ritenevano avesse fallito e fosse tornato a una vita di lusso.
Ma quando si avvicinarono, i cinque asceti si resero conto che il Buddha era diventato un essere di altro calibro: nobile, saggio e al di là di ogni sofferenza. Il Buddha insegnò loro che il percorso per il risveglio non passava per l’autoindulgenza o l’abnegazione, ma per una strada intermedia, la Via di mezzo. Dopodiché insegnò loro le sue idee fondamentali: le Quattro nobili verità e l’Ottuplice sentiero che conduce all’illuminazione. E così nacque il saṃgha, la prima comunità di seguaci.
Nel corso dei successivi quarantacinque anni della sua vita, il Buddha ebbe tra i suoi studenti migliaia di persone di ogni estrazione sociale: dai mendicanti ai re, dagli assassini ai sacerdoti bramini. Molti decisero di abbandonare la vita domestica e di unirsi alla comunità monastica sorta intorno a lui. Fra loro c’erano tutti i membri della famiglia del Buddha, compresi la moglie, il figlio e il padre.
Nelle scritture buddhiste vengono citati grandi esempi dei principali studenti del Buddha. Molti raggiunsero in breve l’illuminazione, mentre altri lottarono per anni per perfezionare la propria mente. Alcuni divennero insegnanti a pieno titolo: Śāriputra e Maudgalyāyana, per esempio, famosi per i loro profondi poteri psichici. Si ritiene che un altro discepolo principale, Mahākāśyapa, abbia indetto il Primo concilio dopo la morte del Buddha, quando 500 monaci illuminati si riunirono per catalogare tutti i sermoni del Buddha e stabilire il corso che nei suoi insegnamenti avrebbero dovuto seguire nel futuro, anche se secondo gli studiosi è improbabile che il Primo Concilio sia realmente avvenuto.
Secondo i testi religiosi, agli albori della comunità monastica, il Buddha non ordinò le donne, benché non ci sia conferma da parte degli studiosi. Si racconta che il Buddha creò il primo ordine di monache buddhiste su insistenza della matrigna Mahāprajāpatī (e delle 500 donne che l’accompagnavano) e l’influenza del suo discepolo Ānanda. I testi noti come «versi dei monaci anziani e delle monache anziane» (rispettivamente Therīgāthā e Theragatha), raccontano le storie di molti studenti del Buddha, e danno prova della grande varietà di persone che ne seguì gli insegnamenti e seppe raggiungere l’illuminazione praticando il sentiero da lui insegnato.
Per approfondire il tema del rapporto fra il Buddha e i suoi discepoli, consultate lo studio sui sutta dell’insegnante di meditazione Peter Doobinin o la prospettiva di Hellmuth Hecker e Nyanaponika Thera sulla vita del cugino e assistente del Buddha, Ānanda.
LIVELLO 1 | MODULO 1
Gli ci vollero 49 notti di meditazione sotto l’albero della Bodhi.
Non esistono raffigurazioni della figura storica del Buddha realizzate durante la sua vita, ma ecco quanto possiamo ricostruire.
Il Buddha stesso disse di non essere un dio da venerare – si tratta, piuttosto, dell’esempio di essere umano che si è risvegliato.
Gli esseri illuminati sono sfuggiti al ciclo dell’esistenza noto come saṃsāra e hanno raggiunto la fine di ogni sofferenza. Il Buddha disse che è un percorso alla portata di tutti.
Scopri chi erano i cinque ricercatori spirituali che per primi si unirono al Buddha e abbandonarono l’ascetismo.
Leggi la scheda
Il Buddha visse in un’epoca nota come Periodo assiale, un periodo di espansione territoriale degli imperi e di fioritura spirituale e filosofica.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Ci si riferisce alla morte del Buddha con il termine parinirvāṇa, per indicare il fatto che non rinascerà più.
Oltre alla figura storica del Buddha ci sono molti buddha («risvegliati»).
Il buddhismo si è diffuso in varie culture, ciascuna con le proprie tradizioni artistiche.
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