BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 2

Buddha seduto, India settentrionale, 320-550 circa. The Cleveland Museum of Art. Fondo Leonard C. Hanna, Jr.
Nessuno sa con certezza quale fosse l’aspetto del Buddha. Non sono stati realizzati ritratti del Buddha storico, Siddharta Gautama, durante la sua vita e le prime raffigurazioni sono apparse secoli dopo la sua morte.
Che aspetto poteva avere? Oggi gli scienziati stanno cercando di individuare tracce antiche di DNA per capire meglio le prime migrazioni e le popolazioni che abitavano l’attuale Nepal meridionale e l’India nordorientale, dove si ritiene che il Buddha abbia vissuto. Finora, tuttavia, non abbiamo una chiara immagine di come si presentassero le persone nel mondo del Buddha; l’ipotesi più probabile è che assomigliassero ai nepalesi odierni.
I primi testi descrivono il Buddha come «bello, maestoso e puro» e «dotato della statura e del colorito di un nobile guerriero», ma pare che una sola volta il Buddha si fosse riferito al suo aspetto dicendo di essersi tagliato la barba prima di lasciare il palazzo. I trentadue «segni distintivi di un grande uomo» menzionati nei primi testi includono alcune caratteristiche che potrebbero essere intese in maniera letterale (come le «dita lunghe e sottili» e il «corpo eretto e diritto»), mentre altre possono intendersi solo in senso figurato (per esempio, le «braccia che arrivano oltre le ginocchia» o la «protuberanza carnosa sulla corona della testa»).
Che cosa sappiamo dall’arte buddhista? I primi buddhisti rappresentavano il Buddha con un simbolo: un trono vuoto, un’impronta o un cavallo senza cavaliere. Le prime raffigurazioni a noi giunte del Buddha in forma umana sono state realizzate nei primi due secoli d.C. nell’impero Kusana. Anche le più antiche risalgono ad almeno cinque secoli dopo la vita del Buddha. L’impero Kusana (30-375 d.C.) occupava all’incirca lo stesso territorio degli odierni Pakistan e Afghanistan, e la sua arte era fortemente influenzata da quella greca, romana e persiana, tanto che alcuni artisti erano effettivamente greci; per questo molte delle più antiche immagini del Buddha e dei bodhisattva presentano caratteristiche greche o europee.
La prima arte buddhista cinese raffigura il Buddha con caratteristiche proprie dell’Asia centrale o occidentale, mentre dal VII secolo i Buddha iniziano a presentare fattezze cinesi. (L’onnipresente figura pingue e ridente, spesso scambiata per il Buddha storico, è Budai, un monaco cinese semileggendario del X secolo). Man mano che il buddhismo si diffuse nel resto dell’Asia e oltre, le figure del Buddha iniziarono ad assomigliare ad autoritratti degli artisti. D’altra parte, dal momento che molti buddhisti credono che tutti noi siamo Buddha, si potrebbe dire che per vedere il Buddha basta guardarsi allo specchio.
Qui due articoli per scoprire le rappresentazioni artistiche storiche del Buddha e del simbolismo che si cela dietro la sua presentazione tipica. Inoltre, il maestro di dharma Thanissaro Bhikkhu si chiede: che cosa insegna il buddhismo sull’immagine del nostro corpo?
LIVELLO 1 | MODULO 1
Gli ci vollero 49 notti di meditazione sotto l’albero della Bodhi.
Non esistono raffigurazioni della figura storica del Buddha realizzate durante la sua vita, ma ecco quanto possiamo ricostruire.
Il Buddha stesso disse di non essere un dio da venerare – si tratta, piuttosto, dell’esempio di essere umano che si è risvegliato.
Gli esseri illuminati sono sfuggiti al ciclo dell’esistenza noto come saṃsāra e hanno raggiunto la fine di ogni sofferenza. Il Buddha disse che è un percorso alla portata di tutti.
Scopri chi erano i cinque ricercatori spirituali che per primi si unirono al Buddha e abbandonarono l’ascetismo.
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Il Buddha visse in un’epoca nota come Periodo assiale, un periodo di espansione territoriale degli imperi e di fioritura spirituale e filosofica.
Prima di essere un principe, colui che si è risvegliato fece esperienza di una vita da pappagallo, scimmia, coniglio e visse come altri esseri umani.
Ci si riferisce alla morte del Buddha con il termine parinirvāṇa, per indicare il fatto che non rinascerà più.
Oltre alla figura storica del Buddha ci sono molti buddha («risvegliati»).
Il buddhismo si è diffuso in varie culture, ciascuna con le proprie tradizioni artistiche.
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